Alla ricerca del non-bello

Sto cercando di focalizzare le mie attenzioni e le mie pennellate per creare qualcosa il cui fine non sia a tutti i costi la bellezza. Non voglio più creare qualcosa di esteticamente appetibile ma qualcosa con una sostanza. E’ facile fermarsi quando “va bene così”, quando “così è bello, lascialo così”. Che noia. Che facile. Due pennellate date bene ed è finito tutto. Invece voglio pitturare per il gusto di pitturare. Dipingere per il gusto di sporcare il pennello e mescolare i colori sulla tela. Impregnare uno straccio di acqua ragia inodore (ma dove inodore?) per pulire i pennelli. Andare in colorificio e chiedere se hanno il Liquin. Prendere un chiodo e spararlo nel muro per attaccarci la tela e dipingere in verticale, che bello. Poi si, le facce che faccio son sempre le stesse, perlopiù ritratti di trequarti o di fronte, perlopiù di mio papà. Però il fine è cambiato. E magari cambierò anche i soggetti. Perchè disegnando mio papà alla fine è un po’ una paraculata perchè so che comunque mi viene sempre bello lui e l’obiettivo è proprio non voler creare qualcosa che sia per forza bello. Quindi dovro anche cambiare soggetto, o forse dovrò proprio cambiare tutto. Un paesaggio ad esempio. Vedremo