BIO

Ciao!
Sono Paola, ho 32 anni e sono di Milano. In realtà sono nata a Pregnana e a Milano non ci ho mai vissuto veramente. Ho fatto il Liceo a Milano, Liceo Artistico U. Boccioni e mi allenavo anche alla Master, la palestra di Karate del maestro Nekoofar. La palestra che un tempo era imbattuta in Italia. Ero agonista a 14 e a 15 anni ho vinto i campionati italiani a squadre insieme a Sara Battaglia, unica donna non giapponese ad aver vinto i mondiali nel 2006. 
Ma poi ho deciso di mollare tutto.. perchè a 15 anni devi decidere: o mangi pane e karate oppure decidi di avere una vita. Ed io ho deciso di avere una vita. A 16 anni parto per l’Australia come exchange student e finisco in un paesino chiamato Wunghnu (si pronuncia UAGNU). Come puoi ben capire è in mezzo al nulla, a due ore e mezza a nord di Merlbourne. Entro nella squadra di calcio di Tatura, dove con 6 goal in quattro partite mi proclamano capocannoniera per la gloria. Imparo l’inglese e imparo a districarmi nella società andando a scuola in divisa e ogni tanto mungendo mucche. 
Torno, mi diplomo nel 2006, mi iscrivo all’Accademia di Belle Arti di Brera. Due mesi e mollo tutto. Lavoro come barista per le colazioni, metto da parte due soldi e riparto per l’Australia, questa volta in viaggio. Miglioro il mio inglese, e una volta tornata in Italia mi iscrivo di nuovo all’Accademia di Belle Arti dipartimento di Arti Visive, indirizzo Pittura, triennio a Novara e biennio a Bologna. Mentre scrivo la tesi triennale sull’Iperrealismo mi accorgo che in Italia i maggiori critici e storici dell’arte (Dorfles e Argan) avevano stroncato il movimento sul nascere e l’unica storica dell’arte che aveva studiato e analizzato quel periodo era una tale Leda Cempellin, ora Associate Professor della cattedra di Storia dell’Arte alla South Dakota State University di Brookings, South Dakota. Decido di scriverle e nasce questa corrispondenza e collaborazione che mi aiuta a stilare una bella tesi di laurea e ad uscire dall’Accademia ACME di Novara a pieni voti. Per la tesi del biennio a Bologna mi ritrovo di nuovo a voler scrivere di Iperrealismo, ma ai giorni nostri. Mi rimetto in contatto con Leda la quale mi invita ad andare direttamente in America e studiare con lei in università. Nel 2013 parto per Brookings (nel mezzo del Mid-West) per un programma di ricerca alla SDSU. Nel 2014 presento una tesi alquanto distante dal punto di partenza. Il titolo è: “That’s Queer! Identità di genere e mondo LGBT: frammenti curiosi”. Mi laureo con lode all’Accademia di Bologna e inizia cosi il mondo del lavoro. 
Durante gli anni di studio ho costantemente collaborato con diversi enti tra cui lo spazio espositivo d’arte contemporanea Adiacenze di Bologna dove ero tirocinante e social media manager, ho scritto articoli per le redazioni di MarvinRadio e Gay.tv e ho partecipato a diverse mostre collettive tra Milano e Bologna. Nel Giugno 2014 ho vinto il concorso Art Goes Electronic di Los Angeles e il mio progetto Different Colors, Same Love è stato esibito in Sunset Boulevard in occasione del mese dedicato ai diritti delle persone LGBT. Un progetto di crowdfunding su Indiegogo mi ha aiutato a raccogliere fondi necessari a stampare a grandi dimensioni i lavori di bodypainting sui quali ho lavorato.
Finita l’università cerco lavoro e divento Personal Tutor per Wall Street English a Imola, un lavoro che ha cambiato le mie prospettive. Avevo studiato arte ma stavo insegnando inglese, come mai? Esce il bando per il TFA per ottenere l’abilitazione all’insegnamento di Discipline Pittoriche nelle scuole statali, che era quello che volevo fare da tutta la vita: diventare prof di arte al liceo.
Mollo tutto, mi immergo in questo tirocinio abilitante dove si studia psicologia, estetica e didattica dell’arte. Ma non era quello che volevo fare, non piu. Questa presa di coscienza mi abbatte. Mi stravolge completamente. Ho sognato tutta la vita e ho programmato la mia vita di modo da poter diventare prof di arte. Mi crolla il mondo addosso. Mesi difficili dove son dovuta tornare a Milano, vivere a casa dei miei e reinventarmi una storia. Ho guardato tantissime serie TV tra un lavoro e l’altro, tutti temporanei… receptionist, traduttrice, interprete, gelataia, correttrice di bozze. 
Finalmente nel 2016 mando il curriculum giusto nel posto giusto e inizio a lavorare come English Teacher nell’hinterland di Milano. Mi attivo immediatamente e prendo la certificazione TEFL (Teaching English as a Foreign Language) e inizio a lavorare come libero professionista, insegnando inglese a professionisti, a ragazzi per la preparazione di certificazioni e tenendo corsi aziendali.
Ho trovato il mio posto nel mondo, e sto insegnando inglese felicemente dal 2016. La cosa bellissima del mio lavoro è che ho una lavagna bianca e posso usare tutti i giorni i pennarelli! Parlo tutti i giorni con persone curiose, avide di imparare ed io imparo da loro, che mi raccontano le loro vite, che mi parlano dei loro dubbi e dei loro obiettivi.. il tutto semplicemente in un’altra lingua! 
Ora ho una gran voglia di imparare cose nuove, vorrei studiare sociologia, o qualcosa che non c’entra niente col mio lavoro,
mi sono un po’ accomodata nell’ultimo anno soprattutto, e invece voglio essere una di quelle che un giorno terrà un TED talk a Chicago, per dire!